Storie
Genitori e professionisti “responsivi”. Il senso di una parola e di un convegno.
Silvana Quadrino parla del suo intervento al convegno “Responsive care. Le relazioni che sostengono la crescita” e del laboratorio “Il professionista responsivo” che condurrà insieme ad Anna Mirenzi nel corso del convegno, sabato 7 giugno 2025.
I professionisti di area materno-infantile
si trovano in una posizione non facile…
“Responsività” è un termine che è entrato da tempo nel lessico dei professionisti che si occupano di genitorialità ma che non si è ancora diffuso uniformemente e, come spesso capita con termini relativamente nuovi, può suscitare dubbi (ma che significa?) o fraintendimenti.
Partecipare a un convegno dal titolo “Responsive care”, e condurre un laboratorio dal titolo “Il professionista responsivo” mi impone, come “professionista della comunicazione”, un passaggio di riflessione e di condivisione sul significato di questa parola.
Provo a farlo a partire da qualche esempio delle esperienze di professionisti dell’infanzia ( pediatri, insegnanti ecc.) che incontro nei corsi sulla comunicazione e ai quali chiedo spesso, all’inizio dell’incontro: “ci sono momenti in cui vorresti riuscire a farti capire meglio, a dire le cose “giuste” a un genitore o a una coppia di genitori?”
Una pediatra mi dice: «Mi capita di incontrare bambini piccoli già in sovrappeso. Cerco di far capire alle mamme che è il momento di cambiare qualcosa nello stile alimentare, forse di dire dei “no” ai bambini rispetto a determinati cibi. Le reazioni mi spiazzano: la parola “sovrappeso” viene presa come un insulto, i consigli rimandati al mittente con il commento: “Ma cosa dovrei fare, metterlo a dieta a 3 anni? In famiglia siamo tutti buone forchette…”».
Un’educatrice della scuola materna mi racconta di essersi trovata in seria difficoltà dopo aver detto a una coppia di genitori che il loro bambino di 5 anni, all’ultimo anno della materna e quindi in procinto di entrare alle elementari, mostrava delle difficoltà nel linguaggio che potevano essere superate con l’aiuto di una logopedista. «A casa parla benissimo, meglio di suo cugino che ha un anno in più» è stata la risposta indignata dei genitori.
I professionisti di area materno-infantile si trovano in una posizione non facile: la competenza, l’esperienza e il ruolo li portano a dare indicazioni, prescrizioni, consigli ai genitori che sono in sé buoni e giusti. Ma succede che i genitori non accettino, non facciano, contestino. La situazione non è molto diversa da quella che si crea fra genitori e figli: i genitori consigliano, richiedono, danno indicazioni “per il bene” dei figli. Ma dire non basta perché quelle indicazioni vengano accolte e diventino vero apprendimento.
Usiamo la parola “responsività” per indicare un modo di essere genitore facendo qualcosa di più del “dire”: valorizzare, incoraggiare, stimolare, cercare insieme; provare insieme. Anche il professionista deve entrare in una logica di responsività. Ci sono situazioni in cui deve segnalare ai genitori un problema del bambino; in cui deve proporre modificazioni dello stile di vita; in cui deve confrontarsi con opinioni, abitudini, valori dei genitori che non coincidono con i suoi. Deve saperlo fare senza diventare giudicante, senza svalutare, senza criticare
La comunicazione responsiva è una comunicazione non direttiva, non conflittuale. È una comunicazione esplorativa, propositiva, cooperativa. Ha l’obiettivo di valorizzare le risorse della famiglia, di rendere possibili i cambiamenti senza imporli, di costruire percorsi decisionali condivisi; di sviluppare consapevolezza e autonomia. Non è basata sul buon senso o sulla buona volontà: si impara. E poi non si riesce più a comunicare in modo diverso.
Il laboratorio di sabato 7 giugno sarà un’occasione per cominciare ad imparare, o a perfezionare, una modalità di comunicazione professionale basata su quelle che definiamo competenze di counseling, con l’approccio sistemico narrativo che Change ha sviluppato in tutti questi anni di lavoro nell’ambito della formazione dei professionisti: una comunicazione che possiamo a tutti gli effetti definire “responsiva”.
Per approfondimenti su questo tema:
Silvana Quadrino, Il counseling nell’intervento di cura con i genitori e con i bambini, Edizioni Change
*Formato cartaceo
*Formato elettronico accreditato ECM ( 20 crediti)