Storie
Educazione affettiva al maschile. Silvana Quadrino ne parla a Condirsi.
C’era una volta il patriarcato, che brutta cosa!
C’era una volta, e purtroppo c’è ancora, il femminismo, che brutta cosa!
Era meglio prima, quando le donne stavano al loro posto e zitte.
E no, adesso tocca a noi dire a voi di stare al vostro posto.
Ma quale è il posto giusto? Chi lo decide? Come si ottiene che l’altro, l’altra, stia al suo posto? Si sta radicalizzando una narrazione basata sulla contrapposizione e sulla rivendicazione, che dà frutti velenosi: maschi, anche giovanissimi, che rivendicano il diritto di “volere” una ragazza e di averla, che aderiscono a gruppi come gli incel, celibi involontari, e condividono progetti di punizione delle donne (definite NP, Non Persone) che li rifiutano. E donne, ragazze, che sconfessano quello che credono sia il femminismo rivendicando il proprio diritto ad essere seduttive, e sfruttare il proprio potere sessuale per ottenere ciò che desiderano dagli uomini. Se sono bella, sostiene una influencer, che bisogno ho di essere femminista?
In questo panorama, non rassicurante, compaiono però personaggi nuovi e inattesi: sono i “nuovi papà”, maschi/padri che scoprono tutte le sfumature di una relazione con i figli basata sull’accudimento, sulla tenerezza, sul contatto emotivo. I nuovi papà propongono un modello di relazione fra i due adulti della famiglia basato sulla condivisione e sull’accoglienza reciproca, in cui il papà non “aiuta” la mamma, ma “fa” il padre e il compagno di vita; in cui il padre è consapevole di rappresentare, per i suoi figli e per le sue figlie, un modello di relazione fra lui e la madre, fra maschile e femminile, di cui si sente responsabile.
Il resto dell’intervento è disponibile sul sito di “CONDIRSI. Cene a tema per il gusto di parlarsi a tavola”. Il video dell’intervento qui.